Consapevolmente o inconsapevolmente chi sceglie di iniziare a praticare lo Yoga o la meditazione è disposto a prendere in mano la propria Vita, a cambiare. Spesso si arriva alla prima lezione per rispondere a una chiamata interiore; non si sa il perché, o si crede di saperlo ma difatti non è quello il motivo vero per cui si decide di partecipare. Il motivo riguarda l’aver deciso di uscire dalla solita nebbia che logora corpo, mente e spirito e il realizzare che quella che si sta vivendo non è la Vita vera.
Sì, apparentemente “va tutto bene”…, ma come la mettiamo con il disagio che portiamo dentro? “Abbiamo tutto”, “non ci manca nulla”, si dice… eppure qualcosa manca. Che lo ammettiamo o no, manca la Gioia di vivere.
Proviamo più e più volte a ottenerla cercando prosperità, relazioni e “successi” vari ma Quella (la Gioia vera) continua a sfuggire dalla mani; crediamo di averla in pugno ma un secondo dopo non c’è già più. Allora corriamo ancora per cercare di riacchiapparla con qualche altro oggetto da portare a casa o chissà che altro ma Lei non ne vuole sapere di rimanere. Se siamo un poco svegli ci accorgiamo che il gioco rischia di non avere fine: è essere assestati ma il miraggio di una sorgente sposta la méta sempre più in là. Se ci accorgiamo di questo… ecco scoccare il tempo dello Yoga.
È il momento in cui si comprende che la ricerca verso l’esterno non ha portato a risultati e che mai li potrà portare: è un’affermazione forte, ma a mio avviso è così. Ci manca ancora quel “centro di gravità permanente” che ci potrebbe donare ciò che per tanto tempo abbiamo inseguito correndo dietro a chissà che.
Quando ti accorgi di avere “sete” e sei stanco di correre dietro ai miraggi allora la voce interiore ti indica la strada, quella strada che conduce dentro di te.
All’inizio è tutto nuovo, tutto strano. Non si è abituati a fermarsi, a respirare, anche se dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo. La mente vorrebbe scappare da ogni poro della tua pelle o dalle finestre della sala di yoga, ed è normale che sia così. Non siamo abituati a ri-volgerci dentro, a ruotare il nostro punto di osservazione. I nostri occhi sono sempre catturati da nuovi stimoli esterni, e per questo affermo che il viaggio verso sé stessi è un viaggio da Eroi.
Siamo chiamati a superare tante piccole-grandi resistenze prima di approdare (e poi per proseguire) alla pratica: l’uscire di casa, che simboleggia l’iniziare a prendere le distanze dalla propria “zona di comfort”, (ma siamo sicuri che in effetti si tratti di comfort vero quello che stiamo vivendo?); il prendersi un impegno, e quindi coltivare la costanza e la volontà; l’essere umili, e cioè accettare di essere guidati; il mettersi in gioco, riconoscendo le proprie caratteristiche attuali con la volontà di migliorare; l’iniziare a guardarsi dentro, con Amore e Fiducia; tornare a “respirare”, aprendosi al nuovo, uscendo dalla nostra piccola scatoletta mentale abbracciando nuovi punti di vista su noi stessi e sul mondo.
Ma qual è “il premio” che ci aspetta?
Iniziare a praticare ci permetterà di scoprire di avere dentro di noi un enorme potenziale che finora è rimasto nascosto.
Scoprire che si è stati seduti per anni sopra una scatola che contiene un tesoro, e non essersi mai alzati da quella scatola per guardarvi dentro, all’inizio può essere destabilizzante: “Ero seduto sopra un tesoro e non lo sapevo!”. Ma colui che scopre quel tesoro di solito aggiunge: “Avessi guardato prima!”. E lo stesso vale anche per chi scopre lo Yoga, quello vero, quello che porta dentro di sé, quello che ti aiuta a cambiare. Se non vuoi cambiare allora trova un’altra via, un altro insegnante; trova qualcuno che ti faccia fare qualche “bella posizione” da mettere in mostra e gratificare il tuo ego. Lo Yoga vero invece ti insegna ad osservare l’ego e un po’ alla volta a lasciarlo andare, pulendo il nostro diamante affinché torni a splendere con la sua naturale bellezza, in pura e semplice autenticità. E non cadiamo nel tranello di credere che l’ego si solo orgoglio… Anche l’inerzia, la mancanza di volontà, la svalutazione di sé stessi sono trappole dell’ego. Ego è tutto ciò che ti tiene lontano dal realizzare ciò che in verità Sei: una miniera di possibilità.
OM
Roberto Cosmo Casagrande
“Forse c’è un modo per risolvere i tuoi dubbi: unisci pensiero, respiro e gesto. Utilizza il tuo corpo come strumento di risveglio spirituale.”
– Lama Lodro Gyatso

Lascia un commento